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La
Fornace di Pioppa sorse nel 1890 nel Comune di San Possidonio,
vicino al Fiume Secchia, sui poderi di Quirino Andreoli. Fu
costruita in quest’area per consentire l’utilizzo
dello spesso strato di argilla depositata dalle acque del Fiume
Secchia nel corso degli anni. Alla fine delle due guerre mondiali
la fornace ebbe momenti di maggior sviluppo. Si sono prodotti
in grande quantità fino al 1974 mattoni di prima qualità,
fatti a mano, accanto a questi si lavoravano coppi e piastrelle
15×15 per pavimenti; solo negli ultimi dieci anni furono
fabbricati anche laterizi. L’attività era stagionale
e avveniva in primavera e in estate.
Quando nel 1946 la fornace fu presa in affitto dalla Cooperativa
Braccianti di San Possidonio vi lavoravano fino a settanta operai.
Il lavoro era molto faticoso, affidato alla “macchina
uomo”, alle sue mani, alle sue braccia, alle vanghe, ai
badili, alle zappe, agli stampi per coppi e mattoni, ai carretti
e ai carrelli, prima spinti a mano su rotaie e poi trainati
da un motore.
Il forno fu alimentato con torba delle Valli di Comacchio, poi
con gasolio ed infine con la corrente elettrica. La prima mattoniera
fu fatta funzionare con il motore di un carro armato, poi un
“Landini 40” ed infine con un motore “Bongiovanni”.
Nel 1974 la fornace smise la produzione poiché il materiale
prodotto non era più competitivo sul mercato edile.
Col tempo, l’escavazione dell’argilla ha dato luogo
a dei laghetti, ora alimentati dalle acque di falda, dove flora
e fauna hanno preso il sopravvento, colonizzando l’area
e favorendo lo sviluppo di un ecosistema acquatico ricco e ben
equilibrato.
Il Comune di San Possidonio, in particolare, per favorire e
salvaguardare la rinaturalizzazione di questo territorio, da
alcuni anni ha promosso un progetto di recupero e gestione dell’area
istituendo in essa una “Zona di recupero ecologico”
di 90.000 mq composta da: tre laghi, un ampio parco di specie
autoctone, 6 km di sentieri, un punto di sosta e un’ altana
per l’osservazione. Le cave sono gestite dalla “Associazione
Cave di Budrighello” composta da volontari.
Passeggiando all’interno dell’area tra i canneti
e i robusti rami dei salici, dei pioppi e degli olmi è
facile osservare germani reali, folaghe, gallinelle d’acqua,
garzette, aironi cenerini, svassi, testuggini palustri, cannareccioni…
tutti alla ricerca di un rifugio tranquillo. Un’oasi,
quindi, di riposo nel verde non solo per la fauna presente,
ma per tutti gli amanti della natura. |
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