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Monumento ai martiri della libertą |
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Storie e Personaggi |
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DON GIUSEPPE ANDREOLI |
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Don
Giuseppe Andreoli fu il sacerdote carbonaro vittima della
ferocia reazionaria del Duca Francesco IV d’Austria-Este.
Don Giuseppe Andreoli, integra figura di patriota, non è
soltanto il figlio più illustre della nostra comunità,
essendo nato a San Possidonio il 6 gennaio 1789, ma rappresenta
nel modo più completo lo spirito di libertà e
di unità che da sempre caratterizza la nostra gente.
Vittima della più cieca rabbia conservatrice di un regnante
ancora legato a schemi di potere medioevale, Don Giuseppe Andreoli
emerge nella storia del nostro Risorgimento per una visione
chiara del desiderio di libertà che ogni popolo esige
e con la sue preveggenza rappresenta lo spirito indomito della
gente della Bassa, che ha saputo offrire un importante contributo
dapprima alla causa del Risorgimento e in seguito, in anni più
recenti, a quella grande lotta di popolo che è stata
la Resistenza contro l’oppressione nazi-fascista.
Don Giuseppe Andreoli, dunque è per noi la figura emblematica
della lotta per la libertà, per la democrazia e per la
giustizia sociale. La figura del martire è un po’
il simbolo della nostra comunità.
L’Amministrazione comunale di San Possidonio ha inteso
celebrare il secondo centenario della nascita di Don Andreoli
con la pubblicazione di un volume che ricostruisce non solo
la vita del sacerdote martire ma anche la storia della Restaurazione
negli anni che vanno dalla fine del Settecento all’inizio
dell’Ottocento.
Il monumento ai martiri della
libertà che sorge nella piazza centrale di San
Possidonio, opera dello scultore Alfredo Gualdi, fu inaugurato
il 17 ottobre 1922 e dedicato a Don Andreoli. |
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RUDI RUDOLF - INTERVISTA A LORIS CASARI |
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Loris Casari, classe 1923,
festeggia l’ottantesimo compleanno con un’intervista
a tutto campo sugli avvenimenti correlati alla vicenda di Rudi
Rudolf. E’ stato uno dei primi partigiani a San Possidonio,
e adesso svolge attività di volontariato presso il centro
prenotazioni della croce blu.
Loris, che faceva parte di una delle classi richiamate (’23
e ’24) aveva scelto di rimanere in Italia e, allo smistamento
a Monza fu assegnato alla contraerea Po dove restò un
mese prima di scappare e passare a Partigiano presso S. Giovanni
di Concordia, dove per un anno fece parte della 14° Brigata
Remo.
“Erano i tempi in cui ci si nascondeva da tutto e
da tutti, si dormiva dove capitava, anche nei fossi pieni di
neve, a volte si veniva ospitati da alcune famiglie…”
Loris ricorda alcuni epsodi legati alle attività dei
partigiani, i sabotaggi ai tedeschi, la distribuzione del burro,
le donne e le staffette, esattamente come fossero accaduti ieri..
E’ nel 1944 che Loris conosce Rudi Rudolf. Egli faceva
parte di un reggimento tedesco in ritirata , e si era stabilito
a San Possidonio (dove tra l’altro aveva trovato la fidanzata).
Rudi diede un grande aiuto ai partigiani di San Possidonio portando
armi, munizioni e soprattutto informazioni preziosissime sulle
linee nemiche.
Quaranta giorni, quaranta giorni di lotta, “…o
loro, o noi..! “ , era veramente difficile per un
tedesco collaborare coi partigiani.
Una sera Loris aspettò Rudi lungo il Mulinetto, dove
avevano l’appuntamento, Rudi non aveva mai mancato un
incontro, dopo alcune ore si capì cosa era successo,
i tedeschi avevano scoperto tutto.. La mattina dopo si seppe
che soltanto l’altro amico di Rudi era riuscito a scappare.
La memoria di Rudi, cui è intitolato il parco retrostante
il Municipio di S.Possidonio, resta viva per quanto egli si
adoperò da tedesco per la causa e la Liberazione Italiana.
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FIERA D'AGOSTO - SAGRA DEL CROCIFISSO |
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Dopo la soppressione e la
chiusura del convento dei Cappuccini di Concordia, nel lontano
21 agosto 1806 si fece solennemente il trasporto a San Possidonio
della Miracolosa Immagine del Crocifisso che si venerava nella
chiesa del convento.
Fu ottenuto in dono dalla Prefettura dipartimentale di Modena
mediante la religiosa premura del Marchese Pietro Tavoli che
assieme a tutta la famiglia intervenne alla Processione, a piedi
e con torce accese.
Il Santo Crocifisso fu deposto nel maestoso altare in legno,
costruito appositamente per custodire la Sacra Immagine.
Iniziò così la tradizione della Sagra del Crocifisso
che la Comunità cristiana di San Possidonio celebra ogni
anno nella quarta domenica di agosto.
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